Edizione 2026

Your Next Milano

Il capitale territoriale e il posizionamento globale oltre le Olimpiadi

16-02-2026

Your Next Milano torna nel 2026 per fotografare il posizionamento della città in un contesto internazionale segnato da incertezza economica e da trasformazioni rapide dello scenario globale, ma anche da nuove opportunità per le città e per Milano in particolare. L’obiettivo rimane comprendere come la città stia evolvendo e quali leve possano orientarne la prossima fase di sviluppo, anche alla luce dell’importante appuntamento delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026.

L’asse centrale del Report rimane il confronto con dieci città internazionali: Amsterdam, Barcellona, Berlino, Chicago, Londra, Monaco di Baviera, New York, Parigi, San Francisco, Tokyo. Sono confermati anche i tre cardini consueti dell’analisi: percezione, attrattività e performance economica. Il focus dedicato ai Giochi Olimpici 2026 si propone, infine, di cogliere gli impatti di breve, le trasformazioni in corso e l’eredità di lungo periodo della manifestazione, anche sviluppando confronti con le esperienze recenti di mega eventi ospitati da altri centri urbani.

Da questa prospettiva integrata emerge un quadro in cui Milano conferma alcuni punti di forza, ma mostra anche aree di fragilità che ne frenano il potenziale. La domanda che guida l’edizione di quest’anno è dunque come trasformare l’occasione del 2026 in un nuovo ciclo di crescita, capace di rendere la città più competitiva e attrattiva negli anni a venire.

Percezione

Milano continua a figurare tra le città più osservate a livello mondiale, collocandosi stabilmente nel gruppo ristretto delle aree urbane che catalizzano maggiore attenzione nelle classifiche globali. La città può vantare, infatti, una frequenza di apparizione dell’85% ed è, così, la 24esima città in termini di risonanza rispetto a un campione di 568 aree urbane tra quelle presenti nei ranking analizzati.

Apparire non è sufficiente, una città deve puntare anche a perseguire un punteggio elevato nelle dimensioni considerate. In termini di valutazioni, la posizione media conseguita da Milano nei ranking internazionali è la 94° e per questo risulta ultima tra gli undici peer diretti, come accadeva già nelle scorse edizioni 2022, 2023 e 2024. Tuttavia, Milano mostra una capacità di tenuta nel confronto con la precedente edizione superiore alla quasi totalità delle controparti. Rispetto al 2024, la città vede, difatti, una discesa contenuta (-2 posti sul campione chiuso) a fronte di più marcati arretramenti da parte di molte delle città comparabili: a parte Londra, che risulta sostanzialmente stabile (54° con -1 posizione), Amsterdam (61°), Chicago (79°) e San Francisco (82°) arretrano di 4 posizioni, Parigi (65°) di 5, Monaco (70°) e Berlino (71°) di 6, New York (71°) di 7, Tokyo (42°) e Barcellona (85°) rispettivamente di 9 e 10. Questi movimenti interni si confermano anche in un più lungo orizzonte temporale: dal 2022 a oggi si evidenzia una progressiva convergenza e quindi un assottigliamento delle distanze nella percezione.

Tornando a Milano, essa rafforza ulteriormente la reputazione in dimensioni già distintive nel passato. Innanzitutto, la città avanza come meta turistica e per eventi, dove è 10° per posizione media e 4° tra i benchmark. Questo posizionamento di primo piano discende in particolare dallo slancio dato dall’attesa delle Olimpiadi e dalla sempre maggiore affermazione sul fronte congressuale, a riprova del riconoscimento della qualità e profondità dell’offerta milanese sia business che leisure. Allo stesso modo, consolida l’immagine all’esterno per ruolo centrale nelle reti globali e place for business, dove si colloca 23° per posizione media e 8° tra i benchmark.

I nodi rimangono gli stessi di quattro anni fa: la considerazione come città competitiva per talenti e come hub dell’innovazione continua a non mostrare significativi avanzamenti (in questi due ambiti il capoluogo lombardo è rispettivamente 46° e 49°, penultimo e ultimo tra i benchmark). I miglioramenti recenti sono marginali anche per approccio green e smartness (64°) e, infine, peggiorano le già negative percezioni in termini di congestione (461°) e costo-qualità della vita (190°).

Attrattività

IMPRESE ESTERE

Nel 2025 il caos geopolitico e la mutevolezza del quadro economico frenano i flussi di investimenti dall’esteroin diminuzione in tutte le città prese in analisi e con maggiore intensità in Europa (con l’unica eccezione di Barcellona). Secondo i dati preliminari disponibili, nel 2025 Milano attrae solo 47 nuovi investimenti esteri, in arretramento rispetto ai 59 progetti registrati nel 2024 (-20,3%) e sul minimo dal 2019, ma pur sempre sopra la media del decennio antecedente la pandemia. Il calo del capoluogo lombardo è minore rispetto a quello sperimentato da Berlino (-56,3%), Monaco (-33,9%) Amsterdam (-27,4%) e Londra (-25,3%) e San Francisco (-23,6%). Ne consegue un miglioramento del posizionamento relativo nel benchmark, pur persistendo un differenziale consistente di quantità rispetto a molti peer: i 47 greenfield milanesi nell’ultimo anno si confrontano con i 222 progetti di Londra, i 115 di Parigi, i 101 di New York, gli 80 di Tokyo, i 78 di Barcellona. Nel dettaglio delle specializzazioni, Milano mantiene un'attrattività polisettoriale concentrata nel terziario innovativo (21% servizi finanziari, 21% servizi alle imprese, 19% software, servizi IT e comunicazioni) e mostra segnali di crescita del comparto macchinari (9%), filiera territoriale strategica. Geograficamente pesa la connotazione prevalentemente continentale: l'Europa Occidentale rimane la principale fonte di investimenti ma scende in valore assoluto e in incidenza al 57% (dal 66% nel 2024); il Nord-America, stabile numericamente, cresce al 26% (dal 20%) per effetto del calo europeo; l’Asia resta marginale al 6%.

A prescindere dalle fluttuazioni di anno in anno, i numeri di nuovi investimenti internazionali appaiono sottodimensionati rispetto alle potenzialità della città, evidenti nella solida reputazione come place for business, e anche rispetto alla vivacità della crescita economica dell’ultimo periodo. Tutto questo suggerisce l’urgenza di rafforzare strategie e politiche a supporto delle multinazionali, per incentivare l’arrivo di nuovi progetti, ma anche per valorizzare le imprese estere che hanno già scelto questo territorio.

REAL ESTATE

I dati di fonte JLL segnalano un mercato real estate in ripresa nel 2025, pur con volumi inferiori alla media dell’ultimo decennio per molte città del benchmark. Milano registra investimenti immobiliari commerciali per 3,2 miliardi di euro nel 2025, mantenendosi in linea con la propria performance storica, nonostante le criticità locali di natura urbanistica che hanno incrementato il profilo di rischio delle operazioni di sviluppo. La performance del mercato milanese, inoltre, risulta superiore a quella di città dimensionalmente comparabili come Monaco (2,4 miliardi) e Amsterdam (1,8 miliardi). Nel capoluogo lombardo, il 52% degli investimenti immobiliari proviene da capitali esteri, un dato leggermente inferiore rispetto alla media 2016-2025, ma il secondo più elevato tra le città monitorate dopo Londra (60%), a conferma di una riconosciuta attrattività del mercato locale al di là della congiuntura. Approfondendo il capoluogo lombardo, esso conferma la propria capacità di attrarre progettualità diversificate, con la prevalenza del segmento Uffici (circa la metà del totale investito nel 2025), una buona performance del comparto Retail e potenzialità anche per il Living. Tra gli investimenti rilevanti dell’anno si segnalano, a titolo di esempio, la transazione da circa 200 milioni di euro per la nuova sede di Moncler a sud dello Scalo Romana, l’acquisizione per oltre 300 milioni di euro in Piazza Cordusio da parte di un family office estero, l’operazione di 197 milioni di euro di Inter e Milan per lo Stadio San Siro.

STUDENTI

A Milano gli iscritti ai corsi di laurea e post-laurea sono circa 236 mila nell’anno accademico 2024/2025, con i nazionali in riduzione a 215 mila (-0,7% rispetto al 2023/2024, dopo il calo dell’anno prima e la stazionarietà di quello ancora precedente) e gli internazionali in salita a 20 mila, bilanciando così la debole dinamica locale e portando il dato totale di studenti negli atenei meneghini in sostanziale parità con l’anno precedente. A Milano l’incidenza dei giovani dall’estero sul totale degli iscritti raggiunge il 7,8% nel 2023/2024 (era 6,5% cinque anni prima), ma rimane nettamente indietro rispetto a tutte le altre città considerate: la quota milanese è solo poco più di un terzo di quella di Monaco, Berlino e Amsterdam (intorno al 20%) e circa un quinto di quella di Londra e New York (vicine al 40%). Inoltre, nel benchmark solo Monaco, Berlino e Amsterdam si distinguono per una crescita sia della componente nazionale sia di quella internazionale.

TURISTI

Nel 2025 stimiamo, partendo dai dati Istat, che a Milano i turisti abbiamo raggiunto il record di 8,7 milioni. La Questura di Milano rileva per la città metropolitana un numero di arrivi più elevato, che fotografa con maggiore precisione gli alloggi privati in locazione ad uso turistico: considerando questa fonte, i turisti nel 2025 sono 12,3 milioni, ma il posizionamento relativo di Milano rispetto ai peer si mantiene sostanzialmente invariato. Questa dinamica è la sintesi tra velocità molto diverse tra la componente estera e quella nazionale: alla vivace attrattività di Milano per il turismo internazionale (5,3 milioni di arrivi nel 2024, +17,1% rispetto al 2019) si affianca, anche nei numeri più recenti, un andamento modesto della domanda domestica (stabile a 2,9 milioni, ancora sotto del -16,5% rispetto al pre-Covid). In ogni caso, questa forte crescita degli arrivi turistici è pienamente coerente con l’immagine positiva di cui la città gode all’estero in questo campo.

Performance economica

Nel 2025 il Pil di Milano perde velocità rispetto all’anno precedente, con un aumento dello 0,7% che viene superato da Barcellona (+3,1%), Londra (+1,9%), Amsterdam (+1,7%) e Berlino (+0,9%). Una crescita analoga interessa Parigi, mentre è minore per Monaco (-0,4%). La modesta variazione milanese sintetizza un andamento di debole ripresa dell’industria (+0,7%) penalizzata da esportazioni in flessione, uno sviluppo minore delle attese dei servizi (+0,6%) e un lieve calo delle costruzioni (-0,3%). Per il 2026 prevediamo un forte avanzamento, dell’1,7% dell’economia meneghina, grazie al consolidamento del recupero dell’industria e alla vivacità dei servizi, anche grazie all’impulso delle Olimpiadi.

Dopo aver archiviato lo shock pandemico e lo slancio conseguente, il rallentamento della performance economica milanese nell’ultimo biennio chiede, allora, di portare la riflessione sui fondamentali della crescita, ossia sulle leve trasversali e abilitanti dell’ecosistema, che in ultima analisi definiscono potenziale e qualità dello sviluppo economico e territoriale di lungo termine.

Il report completo è disponibile al link

 
 
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