Focus

Milano e i Giochi Olimpici Invernali

Your Next Milano 2026

16-02-2026

I Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026 costituiscono una occasione formidabile per Milano. Eventi di immensa portata come questo sono, tra le altre cose, un catalizzatore eccezionale di visibilità e un acceleratore straordinario della trasformazione urbana. A riprova della strategicità delle manifestazioni internazionali, oltre a Milano sono diverse le città benchmark di questo Rapporto che negli ultimi vent’anni si sono aggiudicate i Giochi Olimpici, da Londra 2012, passando per Tokyo 2020 e Parigi 2024, ma anche i Mondiali di Calcio di Berlino e Monaco di Baviera 2006. Considerando Expo 2015, Milano è l’unica città tra i peer ad avere organizzato due eventi globali in poco più di un decennio e, con questi Giochi, le Olimpiadi Invernali tornano in Italia ad appena venti anni dall’edizione di Torino 2006.

La complessità dei mega eventi comporta lunghi tempi di preparazione e di gestione, anche per anni dopo la conclusione delle gare sportive, con impatti che quindi sono sia immediati, in particolare sul piano economico e di esposizione mediatica, sia prolungati nel tempo. Questi ultimi sono spesso gli effetti più rilevanti, tanto che la legacy viene ritenuta più importante dell'evento stesso, e spaziano da elementi materiali come la dotazione infrastrutturale e le trasformazioni urbane, a fattori immateriali come le competenze organizzative e la notorietà internazionale.

Oggi: ricadute economico-territoriali

Partendo dagli impatti immediati, una premessa doverosa è che i modelli organizzativi dei mega eventi si stanno orientando verso un approccio più flessibile e distribuito a livello macro-regionale e transnazionale, in modo da collegare gli investimenti alle specifiche esigenze dei territori coinvolti. In questo solco si inserisce la candidatura congiunta di Milano e Cortina, il primo caso di Giochi Olimpici con due città formalmente designate come “città ospitanti” e con un modello spaziale a costellazione diffusa su un raggio di circa 280 km.

BUDGET

Inoltre, la tendenza è quella di una sempre maggiore attenzione alla sostenibilità economica, con impegni monetari più contenuti e interventi infrastrutturali orientati a un riutilizzo nel lungo termine. In questo contesto, il budget di candidatura dei Giochi 2026 ha importi relativamente misurati rispetto alle precedenti edizioni, mostrando un approccio di fondo più sobrio ed efficiente anche se, da un lato, l’ammontare definitivo sarà valutabile solo una volta conclusi tutti gli interventi pianificati (per alcuni, difatti, si evidenziano ritardi) e, dall’altro, l’effettiva sostenibilità sarà determinabile nel più lungo termine.

Agli iniziali impegni del dossier di candidatura si sono aggiunti ulteriori interventi utili alla realizzazione e buona riuscita dell’evento. Complessivamente, i Giochi Invernali 2026 hanno un budget che supera i 9,4 miliardi di euro, di cui 3,54 miliardi di euro per le infrastrutture previste nel Piano delle Opere Olimpiche, 1,9 miliardi di costi organizzativi e ulteriori 4 miliardi circa di investimenti infrastrutturali di Regione Lombardia. Sul territorio di Milano il budget legato ai Giochi è di 735 milioni di euro, di cui 379 milioni per investimenti legati all’evento o alla modernizzazione infrastrutturale e 356 milioni per l’organizzazione della manifestazione.

SPESA DIRETTA

Insieme agli investimenti organizzativi e in infrastrutture, le spese di visitatori e partecipanti contribuiscono alla stima delle ricadute economiche per il territorio milanese. Nel capoluogo lombardo si tengono quasi 90 gare legate alle specialità del ghiaccio indoor e la cerimonia di apertura del 6 febbraio allo Stadio Meazza, con un calendario che prevede dalle 3 alle 8 gare per ogni giornata e dai 20 mila a oltre 60 mila spettatori al giorno, quindi fino a 815 mila spettatori. Secondo le nostre stime, la spesa diretta a Milano sarà di circa 1 miliardo di euro: al budget di 735 milioni di euro si sommano 265 milioni di spesa dei visitatori, inclusi atleti e accompagnatori.

IMPATTO ECONOMICO

Aggiungendo a questi valori gli effetti indiretti, a monte, e l’indotto, a valle, in temini di impatto stimiamo che queste Olimpiadi generino una produzione complessiva sul territorio milanese di circa 2,5 miliardi di euro, a cui corrisponde un valore aggiunto di 1,045 miliardi. Seppur contenuto in numero assoluto, l’impatto assume una rilevanza rispetto all’economia del territorio, attivando circa 0,4 punti percentuali di PIL nell’arco temporale che intercorre dall’inizio lavori all’anno in corso. 

Le ricadute si propagano attraverso catene di fornitura ampie e attivano con intensità differenziate i settori dell’economia milanese: il comparto che beneficia maggiormente dei Giochi è quello dell’ospitalità, con uno stimolo di circa 139 milioni di euro pari al 13,3% del totale generato a Milano, seguono le costruzioni e i trasporti, con rispettivamente 57 e 51 milioni di euro, pari a 5,5% e 4,8%, e poi diversi settori del terziario avanzato e dei servizi professionali, insieme alla metallurgia, al commercio all’ingrosso e all’ICT.

Tornando ad analizzare i 379 milioni di euro di investimenti infrastrutturali sul territorio meneghino, gli interventi principali sono stati concepiti nell’ottica del loro utilizzo dopo le Olimpiadi Invernali: la Milano Santa Giulia Ice Hockey Arena è pensata come nuovo spazio per grandi eventi culturali e sportivi e il Villaggio Olimpico è destinato a diventare il maggiore studentato cittadino. A essi si affiancano il riadattamento di padiglioni di Fiera Milano a Rho, che successivamente potenzieranno la capacità di ospitare eventi, il completamento del parcheggio della Milano Ice Skating Arena ad Assago e due opere minori per importo ma rilevanti per la mobilità (il potenziamento dello svincolo A52 Monza Sant’Alessandro, i cui lavori al momento della redazione del presente documento risultano in forte ritardo, e la connessione Tangenziale A51 – SS415 a servizio dell’Arena Santa Giulia). Accanto alle opere olimpiche, non possiamo non rilevare come negli ultimi tre anni si sia assistito a un forte dinamismo negli investimenti privati in ambito hospitality. Pur non integrando tali progetti nei calcoli di questa analisi, è comunque opportuno segnalare che hanno coinvolto ben 18 strutture alberghiere, tra nuove aperture e riqualificazioni, interessando oltre 1.500 nuove camere, la maggior parte di alta gamma.

Domani: Sentiment, Legacy, Turisti

RIGENERAZIONE URBANA

Tutti questi interventi in strutture finalizzate all’evento chiamano, guardando al domani, una regia orientata alla rigenerazione urbana nel lungo termine. Infatti, l’osservazione di quanto accaduto in esperienze precedenti evidenzia come, se opportunamente gestiti, gli effetti della riqualificazione olimpica si dispieghino fino a oltre 20 anni di distanza dalla manifestazione. La traiettoria degli investimenti olimpici su Milano, in particolare con lo Scalo Romana e l’area di Santa Giulia, si orienta chiaramente verso l’area sud, tradizionalmente meno densa. Tutto questo si inserisce in un disegno territoriale che origina già qualche anno fa, e risponde a un opportuno riequilibrio interno alla città, dopo che nell’ultimo quindicennio lo sviluppo meneghino si è concentrato soprattutto nel quadrante nord-ovest, a partire da Porta Nuova, lungo la direttrice che porta fino all’area MIND dove la rigenerazione in corso, a seguito di Expo 2015, sta attivando competenze e funzioni ad alto valore aggiunto. La trasformazione in atto, se perseguita e finalizzata nel tempo, potrà quindi generare positive ricadute strutturali sul contesto economico e sociale, ma richiederà una attenta gestione di eventuali squilibri (ad esempio in termini di eccessive pressioni sui prezzi immobiliari).

SENTIMENT

Le conseguenze immediate delle Olimpiadi sull’economia del territorio sono confermate dalle aspettative degli imprenditori. La survey condotta tra le imprese di Assolombarda alla vigilia dell’evento ha rilevato, infatti, opinioni favorevoli sulle ricadute di natura economica: un quarto degli intervistati si attende impatti ‘molto significativi’ dalla manifestazione; tuttavia, altrettanti rispondenti prefigurano uno stimolo ‘poco significativo’; infine, solo il 6% si attende ricadute ‘nulle’. Il sentiment è più positivo in termini di impatto reputazionale per la città, con attese di ritorni ‘molto significativi’ che salgono a quasi la metà dei rispondenti, valutazioni più caute che scendono al 15% e un sempre marginale 5% di attese ‘nulle’. In termini di obiettivi conseguibili dall’evento, per la metà delle imprese esso rappresenta una occasione di ‘nuove infrastrutture e riqualificazione urbana’, ma anche un ‘beneficio per l’economia milanese’, nonché un ‘volano di visibilità all’estero’. Soprattutto, le stesse imprese (61%) riconoscono che per cogliere appieno il successo dell’evento si dovrà considerare un orizzonte esteso ai 3 anni successivi.

VISIBILITÀ

L’opinione raccolta presso gli imprenditori sulla necessità di attendere oltre l’anno per valutare appieno la portata e la buona riuscita dell’evento è consistente con le evidenze che si desumono dall’analisi della popolarità delle città sul web. Nelle esperienze di eventi passati, infatti, le ricerche online riflettono un intenso ma temporaneo picco delle città ospitanti in concomitanza con le settimane della manifestazione. Il permanere di una crescita negli indici di notorietà dopo l’evento varia, poi, da caso a caso. Ne consegue che, sebbene il mega evento possa fungere da motore, la fase di consolidamento necessita di ulteriori canali di azione e finestre temporali più estese.

TURISTI

Sul fronte immateriale, le grandi manifestazioni nel lungo periodo possono influire anche sull’offerta turistica e culturale, stimolare la creazione di nuove opportunità occupazionali e di consumo, e attirare nuovi visitatori. Anche in questo caso, gli esiti non sono scontati: per la natura stessa dell’evento, spesso le Olimpiadi determinano un «effetto spiazzamento» dei flussi turistici nell’anno delle gare, inducendo una parte dei visitatori, abituali e non, a evitare il viaggio a causa dell’elevata affluenza. L’obiettivo chiave deve, pertanto, essere quello di tradurre la forte visibilità, soprattutto internazionale, in un aumento di arrivi negli anni a venire. Nelle esperienze del recente passato i tassi di sviluppo turistico post evento sono variati di molto a seconda delle località. Non dobbiamo, quindi, fermarci al 2026, che per le considerazioni appena fatte non necessariamente vedrà un incremento significativo nel numero di turisti in città, piuttosto dobbiamo puntare a capitalizzare il fermento dell’evento e generare uno strutturale incremento dell’attrattività turistica milanese nei prossimi anni.

Questo è quanto Milano ha saputo realizzare con Expo 2015, attivando un incremento dell’11,1% dei visitatori nel triennio successivo all’evento, con un effetto prolungato sull’attrattività della città che dura tutt’ora: nell’intero 2025 stimiamo un nuovo record di 8,7 milioni di turisti in visita. Nel caso di Expo, inoltre, si è registrato un picco di visitatori nello stesso anno dell’evento (7,4 milioni, +11,4% sul 2014), grazie essenzialmente alla durata semestrale della manifestazione, elemento che differenzia nettamente l’attrattività diretta delle Esposizioni Universali dagli altri mega eventi.

COMPETENZE E GOVERNANCE

Esiste una seconda legacy immateriale ancor più rilevante per la competitività di lungo termine dei territori, quella relativa al capitale umano, alle competenze, ai modelli di governance acquisiti per e nel corso della manifestazione. Infatti, l’organizzazione di mega eventi di portata internazionale opera come acceleratore di apprendimento professionale e come stress test dei sistemi locali, favorendo l’innovazione nei processi decisionali, il coordinamento istituzionale (nel caso di Milano Cortina 2026 anche tra territori distinti) e la costruzione di alleanze pubblico–private più stabili ed efficaci. Queste dinamiche possono produrre effetti rilevanti anche sul piano reputazionale e di soft power delle città, contribuendo a posizionarle come contesti solidi, con attori capaci di rispettare scadenze, gestire progetti complessi e operare secondo standard internazionali. Si tratta di un aspetto difficilmente misurabile, perché poggiato su elementi soft e intangibili. Tuttavia, una valutazione indiretta di questa dimensione è rappresentata dalla frequenza e dalla qualità delle manifestazioni sportive ospitate dalle città. Nel decennio 2016-2025 Milano ha attratto 64 grandi eventi sportivi mondiali, posizionandosi al 5° posto tra le 11 città analizzate in questo Report, appena sotto Barcellona e davanti a New York, sulla base di un indice che pondera il numero di eventi in funzione del livello di partecipazione, visibilità mediatica e caratteristiche intrinseche. In questo contesto, la preparazione delle Olimpiadi Invernali 2026 ha fatto leva su competenze organizzative già presenti in città e che si rafforzeranno ulteriormente. Simulando per Milano l’effetto dei Giochi, esso è valutabile in un significativo aumento dell’attrattività della città nel ranking complessivo, dove salirebbe al 4° posto.

Conclusioni

In conclusione, grazie alle Olimpiadi 2026 per Milano si apre una finestra di opportunità decisiva per rafforzare attrattività e competitività, generando valore nel medio‑lungo periodo. L’analisi svolta delinea come ci siano dei chiari benefici nell’immediato: 735 milioni di budget, 2,5 miliardi di produzione e 1 miliardo di Pil attivati, fino a 815 mila spettatori in poco più di due settimane con una ampia rappresentanza internazionale, una visibilità mediatica straordinaria, nuovi spazi di infrastrutture e servizi per la città, … Tuttavia, è evidente che i vantaggi maggiori stiano nel prossimo futuro, e siano non solo di turismo. La sfida principale consiste nel saper capitalizzare la visibilità ottenuta, perseguire un percorso di rigenerazione urbana coerente con gli investimenti realizzati, fare leva sulle competenze attivate e sulle capacità organizzative acquisite per accrescere il potenziale di questa città.

Alla luce, poi, delle evidenze raccolte sulla percezione esterna di Milano, occorre fare in modo che lo slancio olimpico non si esaurisca nel perimetro, pur centrale, del turismo e della dimensione culturale, dove la città ha un profilo distintivo e una traiettoria consolidata. Per trasformare la visibilità extra-ordinaria dei Giochi in un acceleratore stabile di marketing territoriale e di asset, bisogna dirigere il capitale della legacy materiale e immateriale verso una strategia che metta al centro la costruzione di una competitività sistemica, quindi in grado di agire soprattutto sulle dimensioni in cui Milano fatica ad avanzare nell’ordinario: attrazione dei talenti, capacità innovativa, qualità e accessibilità del contesto urbano, investimenti internazionali di scala e una dinamica economica più vigorosa.

Solo così il mega evento del 2026 non resterà un isolato raggiungimento di una vetta, ma diventerà la base da cui intraprendere una nuova ascesa, orientata a colmare i divari che permangono e separano Milano dalle città che evolvono più velocemente e per far sì che la reputazione internazionale, oggi molto forte su alcune dimensioni ma debole su altre, trovi corrispondenza in risultati concreti.

Il report completo è disponibile al link

 
 
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