RIGENERAZIONE URBANA
Tutti questi interventi in strutture finalizzate all’evento chiamano, guardando al domani, una regia orientata alla rigenerazione urbana nel lungo termine. Infatti, l’osservazione di quanto accaduto in esperienze precedenti evidenzia come, se opportunamente gestiti, gli effetti della riqualificazione olimpica si dispieghino fino a oltre 20 anni di distanza dalla manifestazione. La traiettoria degli investimenti olimpici su Milano, in particolare con lo Scalo Romana e l’area di Santa Giulia, si orienta chiaramente verso l’area sud, tradizionalmente meno densa. Tutto questo si inserisce in un disegno territoriale che origina già qualche anno fa, e risponde a un opportuno riequilibrio interno alla città, dopo che nell’ultimo quindicennio lo sviluppo meneghino si è concentrato soprattutto nel quadrante nord-ovest, a partire da Porta Nuova, lungo la direttrice che porta fino all’area MIND dove la rigenerazione in corso, a seguito di Expo 2015, sta attivando competenze e funzioni ad alto valore aggiunto. La trasformazione in atto, se perseguita e finalizzata nel tempo, potrà quindi generare positive ricadute strutturali sul contesto economico e sociale, ma richiederà una attenta gestione di eventuali squilibri (ad esempio in termini di eccessive pressioni sui prezzi immobiliari).
SENTIMENT
Le conseguenze immediate delle Olimpiadi sull’economia del territorio sono confermate dalle aspettative degli imprenditori. La survey condotta tra le imprese di Assolombarda alla vigilia dell’evento ha rilevato, infatti, opinioni favorevoli sulle ricadute di natura economica: un quarto degli intervistati si attende impatti ‘molto significativi’ dalla manifestazione; tuttavia, altrettanti rispondenti prefigurano uno stimolo ‘poco significativo’; infine, solo il 6% si attende ricadute ‘nulle’. Il sentiment è più positivo in termini di impatto reputazionale per la città, con attese di ritorni ‘molto significativi’ che salgono a quasi la metà dei rispondenti, valutazioni più caute che scendono al 15% e un sempre marginale 5% di attese ‘nulle’. In termini di obiettivi conseguibili dall’evento, per la metà delle imprese esso rappresenta una occasione di ‘nuove infrastrutture e riqualificazione urbana’, ma anche un ‘beneficio per l’economia milanese’, nonché un ‘volano di visibilità all’estero’. Soprattutto, le stesse imprese (61%) riconoscono che per cogliere appieno il successo dell’evento si dovrà considerare un orizzonte esteso ai 3 anni successivi.
VISIBILITÀ
L’opinione raccolta presso gli imprenditori sulla necessità di attendere oltre l’anno per valutare appieno la portata e la buona riuscita dell’evento è consistente con le evidenze che si desumono dall’analisi della popolarità delle città sul web. Nelle esperienze di eventi passati, infatti, le ricerche online riflettono un intenso ma temporaneo picco delle città ospitanti in concomitanza con le settimane della manifestazione. Il permanere di una crescita negli indici di notorietà dopo l’evento varia, poi, da caso a caso. Ne consegue che, sebbene il mega evento possa fungere da motore, la fase di consolidamento necessita di ulteriori canali di azione e finestre temporali più estese.
TURISTI
Sul fronte immateriale, le grandi manifestazioni nel lungo periodo possono influire anche sull’offerta turistica e culturale, stimolare la creazione di nuove opportunità occupazionali e di consumo, e attirare nuovi visitatori. Anche in questo caso, gli esiti non sono scontati: per la natura stessa dell’evento, spesso le Olimpiadi determinano un «effetto spiazzamento» dei flussi turistici nell’anno delle gare, inducendo una parte dei visitatori, abituali e non, a evitare il viaggio a causa dell’elevata affluenza. L’obiettivo chiave deve, pertanto, essere quello di tradurre la forte visibilità, soprattutto internazionale, in un aumento di arrivi negli anni a venire. Nelle esperienze del recente passato i tassi di sviluppo turistico post evento sono variati di molto a seconda delle località. Non dobbiamo, quindi, fermarci al 2026, che per le considerazioni appena fatte non necessariamente vedrà un incremento significativo nel numero di turisti in città, piuttosto dobbiamo puntare a capitalizzare il fermento dell’evento e generare uno strutturale incremento dell’attrattività turistica milanese nei prossimi anni.
Questo è quanto Milano ha saputo realizzare con Expo 2015, attivando un incremento dell’11,1% dei visitatori nel triennio successivo all’evento, con un effetto prolungato sull’attrattività della città che dura tutt’ora: nell’intero 2025 stimiamo un nuovo record di 8,7 milioni di turisti in visita. Nel caso di Expo, inoltre, si è registrato un picco di visitatori nello stesso anno dell’evento (7,4 milioni, +11,4% sul 2014), grazie essenzialmente alla durata semestrale della manifestazione, elemento che differenzia nettamente l’attrattività diretta delle Esposizioni Universali dagli altri mega eventi.
COMPETENZE E GOVERNANCE
Esiste una seconda legacy immateriale ancor più rilevante per la competitività di lungo termine dei territori, quella relativa al capitale umano, alle competenze, ai modelli di governance acquisiti per e nel corso della manifestazione. Infatti, l’organizzazione di mega eventi di portata internazionale opera come acceleratore di apprendimento professionale e come stress test dei sistemi locali, favorendo l’innovazione nei processi decisionali, il coordinamento istituzionale (nel caso di Milano Cortina 2026 anche tra territori distinti) e la costruzione di alleanze pubblico–private più stabili ed efficaci. Queste dinamiche possono produrre effetti rilevanti anche sul piano reputazionale e di soft power delle città, contribuendo a posizionarle come contesti solidi, con attori capaci di rispettare scadenze, gestire progetti complessi e operare secondo standard internazionali. Si tratta di un aspetto difficilmente misurabile, perché poggiato su elementi soft e intangibili. Tuttavia, una valutazione indiretta di questa dimensione è rappresentata dalla frequenza e dalla qualità delle manifestazioni sportive ospitate dalle città. Nel decennio 2016-2025 Milano ha attratto 64 grandi eventi sportivi mondiali, posizionandosi al 5° posto tra le 11 città analizzate in questo Report, appena sotto Barcellona e davanti a New York, sulla base di un indice che pondera il numero di eventi in funzione del livello di partecipazione, visibilità mediatica e caratteristiche intrinseche. In questo contesto, la preparazione delle Olimpiadi Invernali 2026 ha fatto leva su competenze organizzative già presenti in città e che si rafforzeranno ulteriormente. Simulando per Milano l’effetto dei Giochi, esso è valutabile in un significativo aumento dell’attrattività della città nel ranking complessivo, dove salirebbe al 4° posto.