Aggiornamento a febbraio 2021

Mobilità

Luoghi e modalità di spostamento durante la pandemia

14-02-2021

La grande quantità di dati disponibili nei database open source di rilevanti player digitali internazionali, come Google e Apple, offre all’analisi elementi nuovi e tempestivi per comprendere gli impatti sulla domanda di spostamento e sulla ripartizione modale e per riflettere sulle tendenze nei grandi centri urbani.

La mobilità delle persone per luogo di destinazione

Un primo approfondimento riguarda i motivi e le destinazioni degli spostamenti delle persone nella Città metropolitana di Milano nel periodo compreso tra febbraio 2020 e gennaio 2021. Come prevedibile, le differenze rispetto alla normalità prima della pandemia sono notevoli. 
In linea generale, si assiste a un livello costantemente superiore dei movimenti e della permanenza all’interno delle zone residenziali (+15% negli undici mesi rispetto alla situazione pre Covid-19) e per certi versi anche della mobilità verso parchi e giardini (-16% che va comunque depurato dalla stagionalità e dalle variazioni del clima).
Al contrario, si riducono vertiginosamente gli spostamenti per il tempo libero, lo shopping e la cultura (-47% negli ultimi undici mesi) e per motivi di lavoro (-40%). Anche la mobilità per acquisti di prima necessità (alimentari e farmacie) scende in modo sensibile, ma l’intensità è più contenuta (-22%) e, soprattutto, già a partire dalla seconda metà del 2020 si rileva un ritorno sui livelli prossimi alla normalità. Va in ogni caso osservato che il permanere in tutto il periodo sotto i livelli antecedenti la pandemia degli spostamenti più legati agli acquisti è in gran parte connesso all’esplosione degli acquisti online, fenomeno con plausibili conseguenze anche sugli equilibri futuri. Inoltre, con riferimento alla mobilità per tempo libero, è utile fare un distinguo tra shopping e cultura, ricordando che il settore culturale e creativo è stato colpito con estrema gravità e con una sospensione delle attività tra le più estese: solo per dare un ordine di grandezza dell’impatto, basti pensare che a marzo veniva stimata una perdita per i musei civici milanesi pari a 400mila euro a settimana, la sola Pinacoteca di Brera prevede una perdita annua di 3 milioni, il Duomo è rimasto chiuso ai visitatori per 98 giorni senza precedenti nella storia e, lato spettacolo, sulla base dei dati SIAE si può stimare in oltre 150 milioni la mancata spesa al botteghino nel solo primo semestre 2020 per attività teatrali, concertistiche, cinematografiche e sportive a Milano (quasi -70% rispetto al 2019).

Portando l’analisi a un grado di dettaglio ulteriore nei diversi periodi che hanno caratterizzato il 2020, nel periodo di massimo lockdown (9 marzo-4 maggio) gli spostamenti registrano crolli simultanei e imponenti: -51% gli spostamenti per l’acquisto di beni di prima necessità, -86% per il tempo libero, shopping e cultura, -70% verso i luoghi di lavoro. L’unica eccezione sono le aree residenziali che registrano un aumento considerevole (+32%), in funzione dei limitati spostamenti consentiti. Dopo la fine del lockdown e fino alle nuove restrizioni in autunno conseguenti alla seconda ondata dei contagi, la ripartenza degli spostamenti è netta, ma diversa a seconda della destinazione e, soprattutto, in tutti i casi, i livelli rimangono più contenuti rispetto alla normalità pre pandemica: tra l’inizio di maggio e l’inizio di novembre la mobilità legata al tempo libero risale in media al -35% (dal -86%) rispetto a inizio 2020; quella verso i luoghi di lavoro al -34% (dal -70%); quella per l’acquisto di beni alimentari e farmaci al -19% (dal -51%). Inoltre, mentre per tempo libero e acquisti di prima necessità i livelli di settembre e ottobre sono più elevati rispetto a inizio estate, gli spostamenti verso i luoghi di lavoro paiono stabilizzarsi maggiormente, con recuperi massimi intorno al -30% sia tra maggio e luglio sia tra settembre e ottobre, suggerendo che questa dimensione possa rappresentare un ‘equilibrio’, per quanto temporaneo, rispetto alla convivenza con il virus. 

L’entrata in vigore del DPCM del 3 novembre 2020 induce una nuova contrazione nella mobilità, sebbene in misura decisamente meno accentuata rispetto al lockdown della primavera. I luoghi per il tempo libero scendono nuovamente al -53% (in media tra il 6 novembre e il 29 gennaio) e calano, pur solo al -15%, anche i movimenti per gli acquisti di prima necessità. Gli spostamenti verso i luoghi di lavoro presentano, al contrario degli altri, un andamento meno oscillante che, nonostante i frequenti cambi di colore della regione Lombardia, si mantiene tra il -30% e il -40% anche con l’inizio del 2021. 

Tra febbraio 2020 e gennaio 2021 si registra un livello costantemente superiore dei movimenti e della permanenza all’interno delle zone residenziali rispetto al pre Covid-19

15%

Gli spostamenti per il tempo libero, lo shopping e la cultura si riducono vertiginosamente

-47%

Anche gli spostamenti per motivi di lavoro sono in forte riduzione

-40%

Nota: il giorno di riferimento è il valore medio per il periodo di cinque settimane dal 3 gennaio al 6 febbraio 2020. La categoria «zone residenziali» mostra una variazione nella durata, mentre le altre categorie misurano una variazione nel numero totale di visitatori.

Le diverse modalità di trasporto

Un secondo approfondimento riguarda la mobilità all’interno del Comune di Milano per modalità di trasporto (con mezzo pubblico e privato). Prendendo ancora a riferimento l’arco temporale complessivo febbraio 2020-gennaio 2021 rispetto al pre Covid-19, si assiste a un crollo sia nell’utilizzo della metropolitana (-71% gli utenti), sia nei movimenti a piedi (-60%), a fronte di un ricorso al mezzo privato, approssimato nell’analisi dal numero di ingressi di veicoli in area C e B, anch’esso in diminuzione ma a un’intensità inferiore, intorno al -35%. In particolare, dopo il lockdown di aprile che ha ridotto l’utilizzo di ogni mezzo di spostamento di oltre il -70%, la mobilità in città riprende, ma è guidata da modalità differenti rispetto a prima della pandemia: il netto recupero dell’uso del mezzo privato, con gli accessi dei veicoli in area B e C che risalgono al -23% e al -30% tra maggio e l’estate, si confronta con un utilizzo della metropolitana che resta inferiore del -71%. In questo periodo, l’incremento degli spostamenti con i mezzi privati si accompagna ad una congestione contenuta (-47% l’indice rispetto a gennaio - febbraio 2020). I movimenti a piedi, rimanendo intorno al -60%, non appaiono come una alternativa diffusa rispetto agli spostamenti con mezzo pubblico o individuale. Con la ripartenza di settembre e con l’aumento ulteriore degli spostamenti, il più ampio utilizzo del trasporto privato riporta invece l’indice di congestione ai livelli antecedenti la pandemia (a dicembre raggiunge anche picchi oltre il +10%), mentre l’uso della metropolitana resta ancora inferiore di circa il -50% a settembre è addirittura del -73% tra novembre 2020 e gennaio 2021. 
In tutti i mesi analizzati, gli spostamenti a piedi (su cui sicuramente incidono aspetti di sviluppo e conformazione della città, oltre che culturali e stagionali) non ripartono al pari dei mezzi privati (ad eccezione di settembre-ottobre), disegnando per Milano un trend simile a quanto si osserva a Barcellona o a Parigi, e differente rispetto alle maggiori città tedesche.

Tra febbraio 2020 e gennaio 2021 si assiste a un crollo di oltre il -70% degli utenti della metropolitana e del -60% dei movimenti a piedi

-70%
-40%

L’utilizzo del mezzo privato diminuisce ma in modo più contenuto rispetto a quello pubblico, -40%, con un riflesso sulla congestione in città che cresce sensibilmente nonostante gli spostamenti complessivi rimangano inferiori al pre Covid

Nota: per ‘area B’ e ‘area C’ il riferimento è l’andamento medio per tipo di giorno delle settimane dal 13 gennaio 2020 al 16 febbraio 2020; l’indice di congestione è basato sull’incremento dei tempi di percorrenza sulla rete stradale di Milano nelle ore di punta (8.00 e 18.00) della giornata rispetto ai tempi di percorrenza della stessa rete scarica; «walking» corrisponde agli spostamenti a piedi monitorati da Apple e il suo riferimento pre-Covid è il giorno 13 gennaio 2020. 

Conclusione

L’analisi complessiva dei dati restituisce un quadro di domanda di mobilità oggi più contenuta rispetto a prima della pandemia, spiegata, oltre che dalle misure per ‘convivere’ con il virus, dal perdurare dello smart working, da cambiamenti nei paradigmi di consumo e più in generale da minori esigenze di spostamento. Inoltre, delinea un quadro di diversa ripartizione modale della mobilità, indotta dalla ricerca di un maggior distanziamento sociale per contenere la diffusione dei contagi. Questi, e altri, molteplici fattori alla base delle tendenze osservate sono da considerare congiuntamente in una riflessione complessiva sulla mobilità e sull’utilizzo della città in chiave sostenibile: oggi, perché molto dipende dai tempi e dall’evoluzione della pandemia, e, in prospettiva, perché è verosimile ipotizzare che l’impatto sulla città e sui territori circostanti strettamente connessi ad essa assumerà anche profili strutturali.

I dati di questo capitolo sono di fonte: AMAT-Comune di Milano, Apple, Google

 
 
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