Aggiornato a luglio 2021

Smart City

La smartness di Milano nel confronto internazionale

08-07-2021

La pandemia ha confermato e accelerato le traiettorie chiave della ‘smartness’ di Milano, evidenziandone punti di forza e distanze rispetto a benchmark quali Barcellona e Monaco (simili per vocazione economico-produttiva), Berlino e Parigi (capitali politiche stabilmente alte nei ranking delle città globali e smart). L’edizione 2021 del Booklet Smart City che sviluppiamo in partnership con EY mostra chiaramente come nel complesso, Milano pensa e agisce ‘smart’, soprattutto rivelando un avanzato posizionamento in connettività e mobilità, ma rimangono punti di debolezza la qualità dell’aria e il verde urbano. Sul fronte dei rifiuti, da un lato è presente una raccolta differenziata efficiente, dall’altro restano elevate le quantità prodotte. Comparabile al benchmark europeo è il livello di interattività dei servizi digitali della PA e l’engagement con i cittadini. Sfide aperte sono infine il ripensamento del volto della città post-Covid alla luce dello smart working e delle nuove preferenze di mobilità.

Milano con la banda ultra-larga è super connessa

Una prima traiettoria analizzata riguarda l’infrastrutturazione digitale per stimolare la resilienza intesa come la capacità di reagire a uno shock come quello pandemico e alle sfide conseguenti, ad esempio, nella gestione da remoto di lavoro, istruzione, consumi. La connettività è ottima in tutte le città considerate, ma Milano emerge per copertura della banda ultra-larga (unica con Barcellona ad aver raggiunto il 100% delle famiglie) e per capillarità del servizio wi-fi pubblico (con dotazione per abitanti massima davanti a Monaco e Barcellona). Il capoluogo lombardo primeggia inoltre con quello catalano per diffusione della sensoristica soprattutto ‘attiva’, ossia finalizzata alla raccolta e diffusione dei dati in tempo reale in una logica di interoperabilità e trasparenza. Infine, se in tutte le città benchmark il 5G è oggi presente, nel contesto milanese, in particolare, si estende gradualmente dal centro all’hinterland. Infatti sono coperti il 22% dei Comuni della Città Metropolitana, pari a due terzi della popolazione del territorio.

le famiglie raggiunte da banda ultra-larga a Milano, unica città con Barcellona ad aver completato la copertura

100%

gli abitanti serviti per hotspot, prima tra i benchmark per capillarità (segue Monaco con 2.409)

2356

la popolazione della Città Metropolitana di Milano coperta dal 5G

65%

Crescono gli strumenti per la mobilità sostenibile, ma è debole il lato green

Una seconda traiettoria riguarda l’evoluzione delle reti per mobilità, energia e ambiente verso la sostenibilità ambientale. A Milano le colonnine di ricarica aumentano a 155 per milione di abitanti nel 2021, ma sono ancora un terzo che a Monaco e la metà che a Barcellona. Al contempo, il capoluogo lombardo è primo per capillarità dei servizi di car sharing con 2.353 auto per milione di abitanti, secondo dopo Parigi per bike sharing e scooter sharing con rispettivamente 9.620 bici e 1.691 scooter per milione di abitanti. Anche in tema energia e ambiente Milano mostra alcuni segnali positivi, in particolare registrando la più alta quota di raccolta differenziata e una continua estensione della rete di teleriscaldamento. Tuttavia, punti di debolezza rispetto alle città benchmark rimangono in particolare la qualità dell’aria (con la più elevata concentrazione di PM10 anche nel 2020, seppur in leggero miglioramento rispetto agli anni precedenti,), la produzione di rifiuti (ancora la più alta, seppur sempre ben gestita con elevate percentuali di riciclo) e il verde urbano (con la superficie più ridotta).

le colonnine di ricarica delle auto elettriche sono 155 per milione di abitanti, vs 308 Barcellona e 446 Monaco

155

produzione record di rifiuti, ma ben il 61% è destinato alla raccolta differenziata, la quota più alta tra i benchmark

61%

appena il 4% della superficie di Milano è coperta da alberi, vs oltre il 10% a Monaco e Parigi, oltre il 20% a Barcellona e Berlino 

4%

Comparabile al benchmark l’interattività della PA

Dal punto di vista della Pubblica Amministrazione, la ‘smartness’ implica un’attenzione all’interfaccia diretta e digitale con i cittadini in termini di interattività dei servizi e di engagement. Milano con le altre città investe sull’interattività dei servizi online (in particolare, registra il massimo livello di interattività in 2 dei 3 servizi misurati, seguita da Barcellona) e sulla comunicazione ‘social’ (sono 650mila i ‘follower’ e le interazioni, più che a Berlino, ma meno che a Parigi con 5 milioni). Inoltre, si sperimentano nuove forme di ticket elettronici nei trasporti e nella cultura.  Milano infatti è l’unica tra le città analizzate a consentire l’utilizzo delle carte di credito come titolo di viaggio e l’unica, insieme a Barcellona e Parigi, che ha introdotto i pagamenti contactless sui mezzi pubblici.

Vita in città: cambiano gli usi degli spazi e i sistemi della mobilità

Per quanto riguarda la vita dei cittadini, gli investimenti infrastrutturali in chiave smart abilitano nuovi equilibri nell’utilizzo degli spazi urbani, come si è visto specialmente in risposta all’effetto dirompente della pandemia. 

Da un lato lo smart working condiziona i tempi e gli spazi urbani. Per una proxy quantitativa del fenomeno, si guardi agli spostamenti verso i luoghi di lavoro che nella prima ondata della pandemia a Milano, come nei benchmark, si riducono fortemente e ancora a giugno 2021, in una situazione di avvicinamento alla normalità, sono sotto i livelli pre-Covid. L’utilizzo del lavoro da remoto è inoltre in prospettiva ben più diffuso che in passato anche oltre l’emergenza (coinvolgendo a Milano, secondo le attese delle aziende, il 75% delle realtà industriali e dei servizi rispetto al 43% pre-pandemia), con la possibilità di sperimentarne anche forme ‘evolutive’ (come la Smart Working Community di Milano Smart City Alliance e Comune di Milano).

Dall’altro lato le restrizioni per il contenimento dei contagi, lo smart working, i cambiamenti nei paradigmi di consumo, hanno portato nel 2020 e ancora nella prima metà del 2021 a una domanda di mobilità più contenuta e soprattutto diversa rispetto al pre-pandemia. In netto e continuo recupero è l’uso del mezzo privato, mentre la metropolitana ancora è sottoutilizzata in tutte le città. Approfondendo il dato per Milano, la sharing mobility si dimostra una valida alternativa, in particolare monopattini elettrici, scooter e bike, rimane invece penalizzato dalla situazione pandemica il car sharing.

Nota: per metro e mezzo privato var . % rispetto alla media dell’utilizzo nel periodo 13 gen-16 feb 2020; per sharing var %  rispetto a valore medio giornaliero registrato nel periodo gennaio-settembre 2019

 
 
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